Anche Egidio Pisano usa il design MRaerografie!
Cos'è l'aerografia
L'aerografia sostanzialmente è una tecnica di pittura classificata nel settore
delle arti "non convenzionali", cioè quelle tecniche poco ortodosse che si distaccano dal filone delle arti classiche quali scultura, pittura ecc. grazie all'impiego di materiali e tecniche
d'esecuzione diversi dal "normale".
Un'aerografia viene, appunto, eseguita con l'aerografo strumento abbastanza moderno rispetto ad altri molto più vecchi mezzi di pittura.
Questo strumento delle dimensioni non superiori ad una penna, nebulizza il colore liquido presente in un serbatoio mischiandolo all'aria proveniente da un compressore, quindi ci permette di
spuzzare del colore, e non può essere utilizzato senza una fonte che produca un getto d'aria continua.
Questa tecnica permette di stendere in maniera omogenea il colore sulla superfice e di realizzare sfumature in maniera impeccabile con ottima precisione.
Nell'esecuzione di un'illustrazione, all'aerografo si possono affiancare altri strumenti, quali pennellini di varie misure per piccoli segni o ritocchi, mascherine per ottenere dei contorni netti
di una figura, o pastelli, matite pennini, gomme e altri attrezzi o trucchetti per produrre particolari effetti, da questo punto di vista non c'è limite a quello che si può utilizzare.
Questo non vuol dire che non si possa fare una buona aerografia solo ed esclusivamente utilizzando l'aerografo, questo però significa impegnarsi molto di più e spendere molto più tempo del
normale, vedi le opere del grande car painter italiano Alberto Ponno.
In passato, prima della presa di potere dei computer nel campo della grafica, le illustrazioni per campagne pubblicitarie, locandine, manifesti e altro, erano compito degli aerografisti che
creavano il prototipo il quale veniva riprodotto e stampato in alte tirature per i suddetti utilizzi.
Due tra i grandi maestri illustratori italiani sono Guerrino Boatto e Giorgio Guazzi.
Oggi con l'avvento dei più svariati programmi per la grafica, l'aerografia ha perduto un po di terreno.
Tuttavia non si possono paragonare i progetti digitali con una buona aerografia, rimarrà sempre un mezzo espressivo come pochi e degno di avere una parte (ancora non conquistata) tra le altre più
importanti e famose tecniche artistiche.
L'aerografia, oltre alle normali illustrazioni, ha un campo di applicazione vastissimo, infatti si possono decorare automezzi, moto, scooter, caschi, altri oggetti tra i più svariati e gran parte
di tutte le superfici conosciute, chiaramente con delle particolari attenzioni per ognuna di esse.
Tecniche
In aerografia parlare propriamente di "tecniche" è un discorso alquanto
relativo.
La stessa aerografia è una tecnica e per sua natura l'aerografo è un strumento molto versatile, al quale si possono affiancare diverse altre espressioni pittoriche, o ancora è l'aerografo che può
essere affiancato ad altre tecniche o essere usato in altri campi, per esempio il modellismo.
Per cui ogni persona trova un modo soggettivo e un suo "equilibrio" nell'usare questo strumento.
Possiamo dividere l'aerografia, idealmente e a grandi linee, in tre
branche:
- la mascheratura,
- la tecnica mista
- il freehand (mano libera).
Nel primo caso, si usano, appunto, delle maschere fisse o mobili cioè
attaccate alla superfice o volanti (quindi semplicemente poggiate o tenute a distanza dal lavoro).
Queste vengono usate tipo stencil per ottenere dei bordi netti o puliti e morbidi che diversamente sarebbero un pò più difficili da ottenere in quanto servirebbe una assoluta padronanza
dell'aeropenna.
Il frisket (pellicola adesiva trasparente da sagomare col cutter) è pensato apposta per questo utilizzo, poi nastrini di carta gommati e non e
pennellini per ritocchi rientrano nella più comune attrezzatura di chi lavora con le maschere.
Per le maschere volanti si può usare dal comune cartoncino per le sagome, fino ai più disparati oggetti anche tridimensionali per ottenere particolari effetti tra i più svariati.
Tutto questo fa di tale metodo il più usato, in quanto si risparmia tempo con ottimi risultati.
Non per niente è la "tecnica" usata dai migliori illustratori italiani quando l'aerografia su commissione in campo pubblicitario doveva rispettare prima di ogni altra cosa (costi e qualità) i
tempi di consegna.
Nella tecnica mista l'effetto dell'aerografo viene mischiato con altri di
diverso genere, quali tempere, matite, pastelli, acquerelli, olio ecc... ai quali si può affiancare qualsiasi altro genere di effetto ricavato con i metodi più diversi per ottenere originalissime
illustrazioni, che hanno una grande capacità espressiva.
Infine nel freehand, viene usato esclusivamente l'aerografo, più per questione di principio che altro, o perché si assapora
l'opera in maniera diversa.
Ovviamente i bordi netti le linee pulite in questa maniera sono più ostiche da fare, per questo ci vuole molta più pratica, pazienza e un controllo assoluto dello strumento, con un notevole
impiego di tempo, d'altro canto si ottengono delle linee morbide e naturali che danno un senso di unità al tutto.
Nel freehand si può anche usare un proiettore per tracciare le linee guida del disegno sulla superfice, o ancora lavorare per quasi tutto il tempo sotto proiezione, ma bisogna affinare la tecnica
e lavorare in maniera impeccabile.
Quindi in teoria nell'attrezzatura di un "freehander"; rientrerebbero solo compressore, aerografo e colori ma è ugualmente consigliabile tenere in uno scaffale l'attrezzatura per le maschere,
pennelli vari tipi di colori e via discorrendo... in aerografia non si sa mai.
Tutto questo, come si diceva all'inizio, è assolutamente relativo, in quanto spessissimo le diverse "tecniche" si intrecciano e
si aiutano l'un l'altra, quindi è normale vedere, per esempio, un'illustrazione con un fondo ad aerografo e tecnica mista, la figura principale freehand e mascheratura
ecc…
In tutto questo ogni artista trova la sua strada il suo modo di usare l'aerografo che non deve essere definito "sbagliato" ma
DIVERSO in quanto nessuno può dire cosa sia sbagliato o meno.